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Itinerari Turistici


Itinerario del CALOPINACE



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La stazione ferroviaria centrale (Mappa14).

La città possiede stazioni ferroviarie nei rioni di Reggio C. Lido (Mappa7, Catona, Gallico, Archi, S Caterina (Mappa6), S. Gregorio, Pellaro). La stazione di Reggio Calabria Centrale, opera dell’Arch. Angiolo Mazzoni costruita nel 1925, sorge affacciata su Piazza Garibaldi. Lo scalo, considerato terminale della tratta Napoli - Reggio Calabria, è molto ampio.

Al centro della piazza, che è terminale di numerose linee di pullman, è posto un monumento a Giuseppe Garibaldi, in marmo bianco di Carrara copia dell’opera originale di Rocco Larussa.

All’interno dell’atrio d’ingresso della stazione si trova bassorilievo in ceramica policroma che raffigura la "Fata Morgana" dello scultore Michele Di Raco.

La chiesa di S. Agostino (Mappa14) si trova, rispetto alla stazione, a circa 300 metri di distanza. Vi si può giungere percorrendo un breve tratto di Corso Garibaldi verso Nord e poi via G. Pepe per pochi metri. Sulla piazza adiacente si affaccia oltre la chiesa, la caserma "Mezzacapo", già sede del Distretto Militare.

La Chiesa imita elementi dello stile romanico e di quello bizantino e la sua architettura risulta singolare per le numerose cupole e cupolette che si ergono ai lati, sulle navate, sull’abside, sul campanile. A tre navate, è spaziosa e imponente. Di un certo interesse sono il vecchio altare maggiore, i lampadari in ferro battuto, il confessionale ligneo intarsiato che è sulla navata di sinistra, un Crocefisso in cartapesta. Sempre sulla navata di sinistra, nei pressi della sacrestia si trova un dipinto di Sebastiano Conca (sec. XVIII), raffigurante la "Madonna della Cintura". L’ambone, in bronzo è ornato con una pala a bassorilievo di Michele Di Raco che raffigura i simboli degli evangelisti. Dello stesso autore è il paliotto in bronzo che raffigura l’ultima cena.

Nelle immediate vicinanze, in via Marsala, si trova il complesso dell’Istituto di osservazione per minorenni, sistemato nell’edificio gia sede del convento dei Minimi di S. Francesco di Paola, fondato nel 1531. Le strutture portanti dell’antico monastero, con il bel chiostro, sopravvissute ai sismi, conservano fortunosamente la loro originaria armonia.

Nella vicina attuale chiesa di S. Francesco di Paola, che sorge sul Corso Garibaldi di fronte alla Villa comunale sono custoditi, provenienti dall’antico convento: le campane, una lapide ad altorilievo (1633) con ritratto del sepolcro del benefattore Marchese Gian Paolo Francoperta, una epigrafe normanna murata nella cappella Pellicanò (1643), uno stemma gentilizio scolpito in marmo.

Il torrente Calopinace è raggiungibile in brevissimo tempo tornando sul Corso Garibaldi e percorrendolo verso Sud fino al ponte omonimo. Si ricorda (V. pag. e pag. ) che il corso d’acqua, oggi non più navigabile, al tempo dei Greci era il fiume Apsias sul greto del quale i coloni fondatori indirizzarono le prue delle loro navi. Percorrendo l’argine del fiume in direzione Est, cioè verso monte, si imboccherà viale Calabria per andare a visitare l’Istituto Statale d’Arte.   

L’istituto Statale D’Arte "A. Frangipane" (Mappa14)

La scuola è nella vicina via Frangipane, trav. III. Interessante è la visita della mostra permanente di opere degli allievi, aperta dalle ore 10.30 alle ore 12.30 con ceramiche, tessuti, restauri, architetture d’interni e arredamenti.

L’Istituto ospita anche opere di noti artisti come gli scultori reggini F. Jerace, M. Guerrisi, A. Monteleone e dei pittori A. Alfano, U. Ortona, V. Ciardo, R. Santoro, D. Colao, A. Savelli. Ritornati sull’argine del Calopinace, dopo aver superato l’incrocio con il grande Viale Calabria, noteremo ancora sulla destra, la chiesa di S. Pietro. Di modeste proporzioni ma singolare per le forme dei due campanili e per la facciata, è una delle pochissime costruzioni sopravvissute al terremoto del 1908 essendo stata costruita nel 1853. Sulle cime dei due campanili sono i simboli di S. Pietro: le chiavi del Paradiso e il gallo, che ricorda quando l’apostolo rinnegò Gesù ("...prima che il gallo canti..."). Di un certo pregio sono la statua in cartapesta di Pietro che è sopra l’altare maggiore e il quadro di Tarallo, (1854), che si conserva in sacrestia e che raffigura il santo.

Imboccando via Sbarre Centrali (Mappa9), vicinissima, con gli innumerevoli esercizi commerciali e svoltando sulla sinistra in via Verdirame, si raggiunge la stretta via Sbarre Superiori, dove c’è quanto resta della      

Chiesa di S. Maria delle Grazie, nota come "Graziella"

raro monumento del sec. XVII. Purtroppo, specie negli ultimi decenni, la chiesa ha subito la stupida violenza di saccheggiatori che l’hanno depredata dei suoi arredi. Si spera si possa procedere presto ad un restauro. Alle spalle della Graziella, ma sulla via Sbarre Centrali, sorge la romanicheggiante  

Chiesa di Loreto.

Dallo stile romanico meridionale, possiede grandi mosaici, eseguiti su disegni di Nunzio Bava. La prima fabbrica della chiesa risale al 1579. Vi sono tra l’altro custoditi: una tela della Deposizione, attribuita a Domenico Lipari, (sec. XVIII); un Crocifisso ligneo, assai bello, (forse del sec. XVIII), dinanzi al quale soleva pregare il servo di Dio Fra Gesualdo Melacrinò, una statua della Vergine, posta sull’altare maggiore, (sec. XVI) in legno stuccato e dipinto.

Da via Sbarre Centrali rapidamente, attraverso via Pio XI si raggiungerà

La Chiesa di S. Giorgio Extra (Mappa9)

Probabilmente era gia in funzione nel 1085; tante volte distrutta e riedificata, oggi non presenta particolari pregi architettonici, ispirata allo stile romanico.

Sull’altare maggiore conserva una tela di S. Giorgio che uccide il drago, forse dei secoli XVII-XVIII, dotata di un’imponente cornice di legno scolpito.

Lungo via Pio XI si raggiunge il quartiere di Modena (Mappa5), dove si trovano la Scuola carabinieri, il Centro sportivo della cestistica Pietro Viola, il Seminario Pio XI e il Santuario della Madonna di Modena.

La Scuola allievi carabinieri è un complesso che ospita ca. 700 persone ma che è destinato ad accoglierne più di 1.000. Sorge su di un’area di 22 ettari ed è dotato delle più moderne attrezzature per la ristorazione, per lo studio, lo sport, la ricreazione e l’addestramento professionale.

Il Centro Sportivo Pietro Viola si trova vicino alla scuola carabinieri. Si tratta di un complesso organizzato per la vita e la formazione dell’atleta. Vi sono alcuni campi coperti di basket polifunzionali, attrezzabili elettronicamente, palestre, fisioterapia, centro di controllo sanitario, alloggi e servizi ristoro, sale riunioni, biblioteca, etc.

Presso il Seminario Pio XI è la Biblioteca "S. Nilo", che conta 18 volumi di carattere Teologico, biblico e storico.
Nei pressi, in via Petrillina, è la Chiesa Cristiana Ecumenica.    
Il Santuario della Madonna di Modena.

La sua esistenza è documentata gia nel 1540, ma è assai probabile che risalga ad epoca più remota. E' situato vicinissimo allo svincolo di uscita "Modena" della tangenziale. Vi è custodita una delle più pregevoli raffigurazioni mariane della citta, la Madonna di Modena, con angeli e con il Bambino, dipinto su tavola di cm. 153 x 103 forse del sec. XIV, di fattura bizantina e successivamente rimaneggiato nel sec. XVII. Il quadro è assai venerato dalla popolazione reggina che festeggia la Vergine nel mese di maggio di ogni anno. Secondo una leggenda ricorrente l’effigie proviene dall’Oriente. Sottratta ad un islamico da una fanciulla cristiana sarebbe stato trasportato su di una nave che misteriosamente si fermò nel mare sottostante il santuatro secondo la volontà riconosciuta alla Madonna di far custodire l’effigie in un costruendo santuario a Modena. Nel tempio si conserva una base di acquasantiera del 1540. Vi sono presenti recenti mosaici e vetrate, opere di Licia Musumeci.

Ritornando su via Sbarre Centrali e percorrendo questa via per circa 600 metri, fino all’incrocio con via Itria si vede la Chiesa dell’Itria (Mappa10), probabilmente esistente gia nel 1262, nella quale si conservano: una statua lignea della Madonna Odigitria, del sec. XVII, una tela del sec. XIX raffigurante S. Paolino da Nola e una icona bizantina della Vergine. Circa cinquecento metri più avanti, in direzione Sud, sempre sulla via Sbarre si affaccia la Chiesa di S. Francesco d’Assisi, dei Riformati, con annesso monastero. Di particolare effetto è la mistica scultura del Santo, di Francesco Jerace, che è collocata sul piazzale antistante. In sacrestia vi è custodita una grande tela dell’ultima cena, attribuita da molti a Vincenzo Cannizzaro, (Reggio Calabria, 1742-1768).  Poco distante, in via Botteghelle (nell’ampia area di Viale Calabria) è il vecchio palazzetto dello Sport e, vicino, lo Stadio.

A ridosso dello stadio, lato mare è la zona di Calamizzi, con una bella ed ampia spiaggia. Si tratta quasi certamente dell’area dove fu fondata la prima citta dai coloni greci, e, comunque, dove sorse il porto greco, lungo una penisoletta che da qui si addentrava nel mare, poi sprofondata il 16.12.1562. Vicinissima alla spiaggia fino a tempi recenti vi era una sorgiva assai ricercata dai Reggini. L’etimologia ci dice che il luogo era quello delle canne. Qui, secondo la tradizione, venne sepolto il poeta dell’amore, Ibico. Qui, c’era una chiesa intitolata a S. Stefano e il monastero greco di S. Nicola, (da dove provengono alcune delle colonne bizantine ora nel museo di Reggio Calabria e la campana collocata nella chiesa del Soccorso), che si trovava dove ora sorge la stazione centrale delle ferrovie.

Si percorrerà ora Viale Quinto (adesso Viale Aldo Moro ndr) -Mappa15-, che parte dal lato Sud dello stadio e termina nell’area industriale della città. La via, a due carreggiate, è caotica per l’imponente traffico, per il gran numero di esercizi commerciali e per la presenza di scuole e uffici.

Nei pressi è la Chiesa Cristiana Evangelica.

Dopo il piazzale delle Officine Meccaniche Calabresi (O.M.E.C.A) ove si costruiscono carrozze ferroviarie e l’area industriale della citta, attraverso Via Gebbione e Via Sbarre Centrali, superando il ponte sul torrente S. Agata si giunge all’aeroporto.

L’area aeroportuale, finalmente consente l’osservazione della continuita tra il mare, la pianura e i monti e il godimento dello spazio, altrove rubato dai palazzi. Le colline e le montagne circostanti, che si elevano ad Est offrono un profilo interessante per l’imponente erosione atmosferica. I vicini agrumeti (aranceti, limoneti, mandarineti e bergamotteti), nel periodo della fioritura fanno giungere fin sulle scalette degli aerei il profumo intenso dei loro fiori.

L’Aeroporto "Tito Minniti e dello Stretto"

Possiede una moderna aerostazione ed è collegato con Milano e Roma e inoltre con Palermo, Catania, Bologna, Bergamo.

E' intitolato al reggino Tito Minniti, medaglia d’oro, caduto eroicamente con il suo velivolo nel 1935 e Dagabur, Etiopia.

La prima pista in terra battuta fu costruita nel 1939 con finalità militari: e vi furono sistemati un comando italiano e uno germanico.

Dal 20 marzo al 10 aprile 1942 da qui partirono le incursioni contro Malta.

L’ 11 luglio 1943 un bombardamento aereo americano mise fuori uso le piste. Il primo volo civile ebbe luogo il 10 aprile 1947 con un bimotore ad elica "Douglas DC3" a 21 posti sulla tratta Torino - Bologna - Firenze - Napoli - Reggio Calabria - Palermo.

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